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TEORIA DELLE BASI

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La base ProfiBase è stata concepita in modo scientifico, non lasciando nulla al caso. Ogni sua parte ha una  funzione ben precisa ed è indispensabile alla realizzazione delle tre prestazioni fondamentali di una base professionale e sportiva, lo scorrimento stabile, il pallonetto alto ed il giro armonioso.

1. Concetto e Classificazione delle basi

La base è la parte inferiore della miniatura, la cui parte superiore è costituita dall'omino.

Le basi professionali possono essere costruite in 3 forme fondamentali, che da me sin dal 1995 sono state così classificate

Modelli Forme possibili di una base professionale
Modello conico
(sigla A)
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Modello semisferico
(sigla A)
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Modello ottagonale
(sigla C)
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A tali forme se ne può aggiungere una quarta, la cilindrica, nella quale diametro massimo superiore e diametro massimo inferiore sono uguali, come la seguente (nel disegno senza smusso, ma può anche avere lo smusso):

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Tale forma evidentemente non consente il giro della base, lo spinning, quindi personalmente non la considero professionale, in quanto non rende possibile una delle prestazioni fondamentali di una base adatta al calcio da tavolo agonistico.

Per essere "professionale" una base deve infatti rendere possibile le seguenti prestazioni:

  1. scivolare sul campo senza barcollare (ciò viene reso possibile da una superficie d'appoggio o fondo esterno non troppo piccola rispetto al diametro superiore massimo della base);
  2. alzare la palla, dunque effettuare il pallonetto (grazie ad uno smusso adeguato);
  3. effettuare lo spinning, il giro o effetto o piroetta (grazie ad un raggio - ossia la curvatura tra lo smusso ed il fondo esterno - adeguato a accogliere l'unghia dell'indice o medio che poi imprime il movimento dello spinning).

La forma D non consente la prestazione nr. 3, che pure è necessaria in una disciplina che voglia definirsi sportiva, ossia che cerchi di sviluppare tutte le potenzialità insite nel proprio principio di gioco. Uno degli aspetti essenziali di un qualsiasi sport è infatti nel riuscire a realizzare il maggior numero di prestazioni teoricamente possibili grazie agli attrezzi, che si usano, ed alle regole, che stabiliscono i limiti del loro uso. Scegliere un attrezzo, il quale già di partenza renda impossibile una prestazione teoricamente possibile, non appartiene al concetto di "sport".

Queste tre forme fondamentali possono essere così sintetizzate in rapporto alla storia del calcio da tavolo: i modelli A e B si ritrovano nella produzione dell'articolo Subbuteo nelle sue varie edizioni dagli inizi fino ai giorni nostri come anche delle Sports Playing Figures create dallo svizzero Willy Hofmann agli inizi degli anni '90 e delle basi Zeügo (tuttora in commercio). La forma C è stata creata ed introdotta da me (ProfiBase C) nel 1995.  La forma D è stata introdotta da Willy Hofmann negli anni 1993-94 circa con le miniature cosiddette Toccer.

Coniugando questa classificazione fondamentale delle basi alle misure stabilite dal regolamento internazionale della F.I.S.T.F., che prevede una larghezza del diametro della base da 16 a 21 mm., un'altezza minima di 5 e massima di 7, mentre per la superficie d'appoggio della base non è stabilita alcuna misura, venne elaborata da me negli anni immediatamente precedenti il 1995 e poi presentata al pubblico del calcio da tavolo per la prima volta ai Campionati Europei per Nazioni di Wuppertal (Germania) nell'ottobre del 1995, la seguente tabella (tutte le misure in millimetri): 

modelli e sigle diametro massimo superiore raccomandato altezza diametro minimo inferiore o superficie d'appoggio
A1, B1, C1 20 o 21 (standard 21) 5,0 13
A2, B2, C2 20 o 21 (standard 21) 5,0 15
A3, B3, C3 20 o 21 (standard 21) 5,0 17
A4, B4, C4 20 o 21 (standard 21) 5,5 13
A5, B5, C5 20 o 21 (standard 21) 5,5 15
A6, B6, C6 20 o 21 (standard 21) 5,5 17
A7, B7, C7 20 o 21 (standard 21) 6,0 13
A8, B8, C8 20 o 21 (standard 21) 6,0 15
A9, B9, C9 20 o 21 (standard 21) 6,0 17
A10, B10, C10 20 o 21 (standard 21) 6,5 13
A11, B11, C11 20 o 21 (standard 21) 6,5 15
A12, B12, C12 20 o 21 (standard 21) 6,5 17
A13, B13, C13 20 o 21 (standard 21) 7,0 13
A14, B14, C14 20 o 21 (standard 21) 7,0 15
A15, B15, C15 20 o 21 (standard 21) 7,0 17

Come si vede ad ogni sigla (per es. A3, B5, C7 e così via) corrisponde l'associazione di una forma fondamentale (individuata dalla lettera) ad un accoppiamento di altezza e superficie d'appoggio della base (restando invariata la larghezza del diametro massimo standard di 21 mm., che può anche essere ridotto, se si vuole,  entro il limite minimo di 16 mm. e massimo di 21 mm.).

L'altezza venne da me scandita al ritmo di 0,5 mm. (che su di un'altezza complessiva della base di 5-6 mm. è da ritenere già considerevole) così a partire da 5 mm. si ha questa successione:

5,0 mm. (numeri da 1 a 3)
5,5 mm. (numeri da 4 a 6)
6,0 mm. (numeri da 7 a 9)
6,5 mm. (numeri da 10 a 12)
7,0 mm. (numeri da 13 a 15)

La larghezza della superficie d'appoggio (o fondo esterno) venne stabilita al ritmo di 2 mm. di differenza, partendo da un minimo di 13 mm. (al fine di non rendere la superficie d'appoggio troppo piccola e la base troppo instabile) ad un massimo di 17 mm. (per lasciare un minimo di spazio al di sotto della base, 21 mm. -  17 mm. = 4 mm., dove poter porre l'unghia  ed imprimerle così quel movimento atto ad effettuare lo spinning). Sintetizzando, per la superficie d'appoggio si ha questa successione di possibilità:

13 mm. (numeri 1, 4, 7, 10, 13)
15 mm. (numeri 2, 5, 8, 11, 14)
17 mm. (numeri 3, 6, 9, 12, 15)

Così infine, dall'associazione di una lettera, individuante una certa forma ((per es. la A per la forma conica), ed un accoppiamento di una certa altezza (per es. 5 mm.) e superficie d'appoggio (per es. 17 mm.) risulterà la seguente sigla A3 (il numero 3 indica infatti l'associazione di altezza 5 mm. e superficie d'appoggio di 17 mm.). Tale base A3 sarà dunque una base molto bassa (altezza minima di 5 mm.) e molto piatta (la larghezza di 17 mm. del fondo esterno della base è la massima raccomandabile per evitare una base quasi completamente cilindrica che impedisca il giro).

Come già accennato, è anche possibile costruire basi il cui diametro massimo sia inferiore a 21 mm.  (ferme restando le altre dimensioni individuate dalla sigla). Così per es. si potrà avere una A3 di 20 mm. di diametro, la quale sarà un po' più leggera della A3 standard, pur mantenendone le caratteristiche fondamentali. Per es. il grande campione belga Gil Delogne negli ultimi dieci anni ha vinto svariati Grand Prix, Major e Master come anche due Coppe del Mondo con una B3 di 20 mm.

Anche se tale tabella a prima vista sembra complicata, poi, una volta compresone il principio, essa risulta estremamente semplice e soprattutto esaustiva, in quanto una volta per tutte stabilisce delle dimensioni indicative per basi adatte al calcio da tavolo agonistico. Naturalmente si tratta di dimensioni solo orientative, perché si può anche costruire una base che abbia l'altezza di 5,3 e non proprio 5,0 o 5,5, come anche la superficie d'appoggio può essere di 14 e non proprio 13 o 15. Ciò sia per scelta di chi commissiona la base sia per delle tolleranze che è necessario concedere alla produzione.

Nell'elaborazione di tale tabella è stato molto importante l'aver stabilito una volta per tutte sia quali possano essere le forme fondamentali delle basi sia quali possano essere le associazioni delle varie dimensioni, riassumendole in alcune sigle che possano guidare ad orientarsi nella varie possibilità. Oggi le sigle C3, C8, A3 etc. fanno ormai parte del linguaggio del calcio da tavolo e ciò a livello mondiale. Se un giocatore statunitense ed uno norvegese, tanto per fare un esempio, s'interpellano sulle basi che usano, dispongono di un linguaggio comune chiaro e semplice che dà immediatamente anche informazioni sul tipo di gioco da loro prediletto: se per es. uno di loro gioca con una base dal numero alto (da 7 in poi),  allora sarà un giocatore che ama girare ed effettuare un gioco di contropiede con lanci lunghi (resi possibili dall'altezza della base di 6 o più mm.); se invece usa una base bassa (numeri da 1 a 3) o media (da 4 a 6), sarà sicuramente un giocatore che tende ad imporre un gioco fatto di piccoli passi, di agganci precisi magari anche dalla distanza, con pochi od addirittura senza giri.

La tabella sottende infatti alcuni principi di funzionamento delle basi. Di seguito se ne espone qualcuno a titolo esemplificativo.

Una base alta per es. renderà la piroetta più facile rispetto ad una base bassa , la quale però a sua volta avrà un aggancio ed un tocco più precisi. Così si stabilisce il principio secondo il quale in linea generale

"aumentando l'altezza della base aumenta anche la distanza che la pallina tende a coprire dopo il tocco, in quanto essa viene colpita in un punto più alto rispetto al punto in cui la colpisce una base bassa".

Come anche vale quest'altro principio, secondo il quale

"aumentando la superficie d'appoggio aumenta la stabilità della base e la sua tendenza a non cadere anche in  presenza di un gioco veloce".

Ancora un altro principio:

"Diminuendo la superficie d'appoggio aumenta al contempo la possibilità di effettuare la piroetta".

Questi sono soltanto alcuni principi, anch'essi solo orientativi perché poi anche altri fattori possono influenzare la piroetta, l'aggancio e le altre prestazioni. Per es. lo smusso più o meno pronunciato può rendere il tocco più o meno dolce, la rondella posta al centro della base può influenzare la piroetta, come anche il peso dell'omino, che, se troppo pesante, ad es. per un eccesso di pitturazione, non fa rialzare la miniatura dopo la piroetta o addirittura la fa cadere durante il "tragitto" verso la pallina.

Dunque la miniatura del calcio da tavolo, pur nella sua piccolezza, è un universo d'infinite possibilità, che chi ama questo sport e lo gioca con intelligenza, come sempre si dovrebbe, col tempo finisce sicuramente per scoprire ed amare.

Un'ultima considerazione la vorrei fare in riferimento alla forma C, introdotta da me nel 1995. Essa, pur mantenendo la possibilità della piroetta, che vien meno del tutto nella forma D, nondimeno di questa mantiene quel piccolo tratto cilindrico immediatamente sotto lo smusso, il cosiddetto "muretto", che rende il pallonetto particolarmente facile (v. l'immagine qui sotto).

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La base, infatti, colpita mai in modo forte ma dolce e secco da parte del giocatore,  si abbassa fino ad un certo punto, non cade ma viene mantenuta alla giusta altezza da tale tratto cilindrico, cosicché lo smusso poi colpisce la pallina dal di sotto alzandola. Naturalmente tale risultato si ha in maniera ottimale con la base cilindrica, la quale però ha il grande svantaggio di non far effettuare la piroetta e quindi costringe a rinunciare ad una delle prestazioni fondamentali di una base professionale per il calcio da tavolo agonistico. In effetti è per questo motivo che, pur avendole prodotte, per contrastare all'epoca i Toccer, non ho mai messo in commercio tali tipi di basi e spero nessuno lo faccia mai, perché la piroetta, sebbene nel gioco veloce di oggi svolga un ruolo sicuramente inferiore rispetto al calcio da tavolo del passato, rimane però una prestazione essenziale di tale sport, come il dribbling nel calcio grande. La forma C è dunque un giusto compromesso tra le esigenze dello sport, che richiede prestazioni ed allenamento, e quelle del calcio da tavolo come hobby, che si rallegra di un esercizio non troppo lungo e noioso. Proprio per questo motivo è la forma che oramai si è affermata a livello mondiale come "LA" forma di una buona base da calcio da tavolo.

2. Costituzione delle basi ProfiBase

Le basi ProfiBase di qualsiasi modello e sigla possono essere:

-  vuote (tipo basi Subbuteo, Zeügo, Toccer), con eventuale posizionamento di una rondella al centro del fondo interno della base per il suo appesantimento e bilanciamento;

- piene (tipo Subbuteo prod. Hasbro e Sports Playing Figures), nel qual caso le caratteristiche della base non sono ulteriormente modificabili. Le basi piene inoltre possono consistere di un pezzo singolo (MonoBase) o di due od anche più pezzi (BiBase, TriBase etc.). Quest'ultima possibilità della base a due o più pezzi è l'unica creazione vera nel campo delle basi che è da attribuire non a me ma ad un artigiano piemontese appassionato di calcio da tavolo (intorno al 2000 circa), mentre la definizione "BiBase"-"TriBase" a tale tipo di base fu data da me a colloquio con tale artigiano durante il mondiale di Vienna del 2000.

3. Scelta delle basi

Sulla base di queste considerazioni generali ed in particolare del proprio modo di giocare, dunque del modo in cui ci si vuole divertire e si vuole aver successo, evidentemente ogni giocatore può scegliere la base che gli è più adatta: chi predilige la piroetta ed un gioco fatto di passaggi lunghi, opterà evidentemente per una base alta dalla superficie d'appoggio non troppo larga (numeri 7, 8, addirittura 10, 11); chi preferisce un gioco d'aggancio e di piccoli passaggi, sceglierà invece una base decisamente bassa (numeri 1, 2, e 3). I numeri intermedi rappresentano una via di mezzo tra questi due tipi fondamentali di gioco.

Molto dipende poi anche dalla conformazione del dito del giocatore: dita sottili saranno in grado di far effettuare la piroetta anche a basi basse e larghe sotto, mentre dita più grosse avranno bisogno di una base più corposa ed alta raggiungere lo stesso risultato (a bambini e ragazzini bisogna dunque dare delle basi basse o medie, tanto, se lo vorranno, con le loro dita piccole riusciranno comunque ad effettuare la piroetta, ma ne avranno guadagnato in stabilità ed aggancio).

Ai principianti soprattutto giovani e giovanissimi o che comunque si avvicinano per la prima volta al gioco consiglio sicuramente di iniziare con una C3, la base più bassa e più larga sotto. Essa ha sempre un aggancio sicuro, un pallonetto facile ed il giro, con dita sottili ed unghie cresciutelle nelle parti estreme a destra e sinistra, è comunque possibile (almeno un giro largo, anche se non stretto). Un’alternativa valida, se non si riesce a girare e lo si vuol assolutamente fare con una base bassa, può essere la C2, stessa altezza della C3 ma con la superficie d’appoggio di due mm. più stretta (15 e non 17 mm.) o una base media come la C5  o la C6. 

A coloro che invece riprendono il gioco in età matura dopo averci giocato da ragazzi negli anni ’70, se essi, come si verifica spesso, desiderano immediatamente ritrovare il piacere della piroetta propria delle HW e delle LW, si consiglia l’uso di basi a partire dall’altezza di 6 mm. (altezza delle HW e delle LW), con una superficie di 15 mm., che dà stabilità e rende abbastanza facile il pallonetto, bilanciando le difficoltà proprie dei 6 mm. che comunque sono un’altezza rilevante per una base da calcio da tavolo. La base che si consiglia è dunque la C8,  alternativa a questa è la C7 o C10  (rispettivamente superficie d’appoggio inferiore di 2 mm. e altezza superiore di 0,5 mm) se con la C8 non si riesce a girare, o la C5 (altezza inferiore di 0,5 mm., dunque 5,5, e non 6,0) se con la C8 non riesce il pallonetto. 

Sintetizzando: come punti di riferimento valgano la C3 e la C8. La prima si addice ai principianti soprattutto giovani, la seconda a persone mature che iniziano o ricominciano ad una certa età. La C3 favorisce pallonetto ed aggancio, la C8 la piroetta. C5 e C6 valgano come misure medie ed alternative a questi due estremi. 

4. Lo sviluppo della tecnica di gioco 

La cosa più interessante nel calcio da tavolo sportivo a livello individuale è la propria crescita come giocatore, come del resto in qualsiasi altro sport. Tale crescita spesso richiede anche un cambio di base. Ciò nasce spontaneamente perché ciò che si voleva inizialmente imparare, lo si è imparato e, per fare il passo successivo, occorre cambiare basi. Per es.: si inizia con la C3, pian piano si prende dimestichezza con tale base (dunque con il suo scivolamento, con la sua altezza, con la sua pesantezza etc.), si riesce ad alzare la palla, a controllare bene ma non a girare. Ecco allora che, ferme restando le altre caratteristiche e prestazioni, per fare l’ulteriore passo, si cambia la base, ossia si passa ad una C6 (possibilmente dello stesso materiale), che rispetto alla C3 è solo di mezzo millimetro più alta, ma proprio questo mezzo millimetro dà a disposizione un po’ più di spazio per mettere l’unghia e quindi effettuare il giro. Oppure, per gli stessi motivi, di passa ad una C2.  

Altra possibilità: si è iniziato con una C8, si riesce a girare ma il tiro o l’aggancio non corrispondono alle proprie intenzioni. Allora si passa ad una base più bassa, la C5, che avendo le altre caratteristiche uguali alla C8 non rappresenta un salto eccessivo e quindi non fa perdere quel che già si era imparato. 

Questi sono solo alcuni esempi che valgano da principio generale per il modo in cui si deve supportare il proprio sviluppo come giocatore con del materiale adatto: iniziare con un tipo di base bassa, media, o alta e poi, se necessario, passare dopo un periodo adeguato di allenamento, ad una base di un numero inferiore o superiore che renda più facile quella prestazione, nella quale non si riesce, pur mantenendo quelle caratteristiche tali da non far perdere le prestazioni che già riescono. 

5. Le misure estreme 

Il regolamento della federazione internazionale prevede anche la costruzione di basi con misure estreme, ossia superiori ai 6 mm., che, come già detto, è stata generalmente la misura delle basi originali Subbuteo nella loro storia fino al 2004.  Basi per es. di 6,5 mm. (la C10 ha avuto una certa diffusione) rendono il giro estremamente facile, sono quindi ben adatte a giocatori stile anni ’70, che vedano nel giro l’essenza del gioco. Tali misure estreme 6,5 e 7 mm. rendono però l’aggancio difficile perché la pallina viene colpita in una parte molto alta. Anche il pallonetto ne risente perché è difficile imprimere alla base un movimento tale da far andare lo smusso sotto la pallina per colpirla lì ed alzarla. Se poi a tale altezza si aggiunge una superficie d’appoggio piccola di 13 mm. (C10 – C13) ne risulta una grande faciltà nel giro ma anche una certa instabilità della base nel gioco veloce (mai però paragonabile all’instabilità delle miniature stile anni ’70). Occorre quindi praticare un gioco non molto veloce, per non far cadere le miniature, ma si può giocare in modo molto preciso.

6. Un diametro massimo più piccolo?

Il diametro massimo superiore delle basi nelle miniature Subbuteo fino agli anni '90 fu sempre di 19-20 mm. circa, al massimo si raggiunsero i 20,5 mm. Hofmann introdusse con i Toccer la misura di 21 mm. che è poi diventata la misura standard nel calcio da tavolo agonistico. Occorre però rivedere tale aspetto e riflettere se tale sviluppo abbia un senso logico o sia solo un fatto casuale. Basi più strette, per es. di 20 mm., non solo girano meglio a parità di sigla rispetto a quelle di 21 mm., ma poi hanno più faciltà di penetrazione nella difesa avversaria, dove gli spazi, si sa,  sono sempre molto stretti. Naturalmente esse coprono meno in difesa, ed anche in questo caso sarà il modo di giocare dell'agonista a suggerirgli quale misura scegliere per il diametro. Se è un difensivista, allora 21 mm. vanno senz'altro bene, ma se è invece portato al gioco d'attacco, allora una base di 20 mm. gli potrebbe dare dei vantaggi non indifferenti.

7. Il peso delle basi

Le basi tradizionali vuote hanno il peso regolabile tramite pesetti, comuni rondelle, che vengono poste in posizione centrale sul fondo interno della base tramite il biadesivo. Esse sono da riporre con la parte leggermente concava ed opaca verso l'alto (come nell'immagine di sotto) al fine d'ottenere il migliore bilanciamento possibile.
Il sistema del biadesivo al posto della colla fu introdotto da  me sin dagli inizi. La colla infatti, non solo fissa definitivamente o quasi le rondelle sul fondo rendendo difficile poi la loro sostituzione, ma aggiunge un certo peso alla miniatura che può anche incidere sulle prestazioni. Il biadesivo invece anzitutto è più leggero della colla, poi può essere tagliato in modo uniforme così da incidere sì, ma in modo uniforme, e soprattutto facilita di molto la sostituzione delle rondelle per variare il peso e le prestazioni delle basi. Le rondelle stabiliscono il peso della base; esso ha un'importanza decisiva soprattutto nel determinare aggancio e pallonetto. La federazione internazionale non pone un limite per il peso delle basi (questo è ben comprensibile, considerando che Hofmann produsse i Toccer, pesantissimi, e quindi non stabilì alcun peso quando redasse le regole!).

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Si badi che il principio, abbastanza diffuso tra i giocatori, secondo cui la base quanto più pesa tanto più alza la palla, è completamente sbagliato. Esperimenti fatti da me all'inizio della produzione posero in evidenza che una miniatura,  per alzare bene la pallina, deve avere un peso medio che si aggira tra i 2,5 ed i 3 grammi (diciamo che la perfezione è 2,7- 2,8 grammi). Questo peso lo si ottiene  inserendo nelle basi basse (numeri da 1 a 3) rondelle piatte grandi (mi riferisco alle rondelle regolarmente fornite da me insieme alle basi e facenti parte da anni del programma ProfiBase - tra le tre rondelle dell'immagine è quella più grande); nelle basi alte (numeri da 7 a 9) occorre inserire rondelle piatte piccole; infine nelle basi medie (basi da 4 a 6) si pongano le rondelle piatte medie. Con questa combinazione di modello di base e tipo di rondella si raggiunge un peso medio tra i 2,5 ed i 3 grammi della miniatura, presupposto che non si sia pitturato in modo eccessivo l'omino, ossia che il peso dell'omino non incida in modo rilevante nel peso complessivo della miniatura. Se l'omino è troppo pesante allora l'intero bilanciamento della miniatura risulta compromesso, per controbilanciare lo spostamento del baricentro del peso verso l'alto occorre appesantire di più la base, il che provocherà un peso complessivo della miniatura che eccederà i 3 grammi e che si sconsiglia vivamente.
Altra possibile variazione dal principio appena esposto è costituito da basi particolari, il cui fondo interno è particolarmente pieno di plastica, dunque molto alto. In questo caso, per raggiungere il peso ideale di cui sopra, occorrerà scegliere una rondella piccola o media. Occorre provare e poi vedere con quale rondella si riesce sia ad alzare la pallina sia ad avere un controllo accettabile della medesima. Infine, occorre anche aggiungere che in basi molto alte (misure estreme) probabilmente si riuscirà ad alzare la palla anche senza rondella, perché la base già di per sé è molto pesante.

8. Basi vuote o basi piene?

Il discorso fatto fino ad ora in riferimento al peso riguarda le basi vuote. Per l'omino invece riguarda anche le basi piene. In queste ultime il peso non è regolabile se non in misura minima modificando la pitturazione dell'omino, o, nel caso della basi a due pezzi, modificando la plastica di cui sono composti i vari pezzi. Come però già detto, ciò è difficilmente regolabile. Ciò non vuol dire che queste basi non siano buone: se ci si trova bene così come sono, possono essere utilizzate con buoni risultati, ma una regolazione del peso delle basi fino al punto in cui corrisponde perfettamente al modo di giocare e di colpire del giocatore non è possibile. La base a due pezzi, la BiBase, tanto quanto è ancora gestibile come peso perché, giostrando tra pvc, plexiglass e pom si hanno tre materiali diversi combinando i quali si possono avere delle variazioni sensibili: il pvc per es. è la plastica più elastica e morbida, il plexi è più duro ma scorre meglio, il pom è più forte e secco nel tiro. Se si sceglie per es. il fondo in plexiglass, già si sa che si avrà un fondo leggero ma che scorre bene. Allora tale fondo leggero, se lo si usa per una base bassa, dunque con poca plastica, occorrerà metterci sopra un anello di plastica più pesante, pvc o pom, altrimenti si rischia di avere un ottimo scorrimento ed anche un aggancio perfetto, ma, restando il peso della miniatura al di sotto del peso medio indicato, la pallina non si alzerà di un centrimetro (ciò nel tiro dalla distanza, soprattutto quella critica di un palmo della mano, perché da vicino si alza sempre con lo smusso appropriato). Al contrario, se si mette il fondo in pvc o addirittura pom, si avrà già una sostanza della base più pesante, se si monta così una base alta e si mette anche l'anello in pvc o pom, il risultato sarà una miniatura così pesante che non solo non farà mai pallonetti per il motivo opposto alla precedente, ma neanche aggancerà bene (ciò soprattutto per le misure alte,  mentre per le misure medie e basse anche l'uso di pvc o pom per entrambi i pezzi dà buoni risultati).
Dunque occorre gestire con intelligenza tale tipo di base, il che per il giocatore non è facile, perché dovrebbe acquistare fondi e anelli di vario materiale, combinarli in vario modo e poi scegliere il meglio per sé, il che gli verrebbe a costare una cifra non indifferente. Qualsiasi giocatore può invece scendere sotto casa ed acquistare rondelle di vario tipo e provarle, fissandole con il biadesivo sul fondo interno della base, trovando poi sicuramente quella che fa per sé (se già non si trova nel set di rondelle che fa parte di qualsiasi set di basi vuote ProfiBase).
Alla fine la base vuota non solo è quella che consente un appesantimento "professionale" della base, dunque corrispondente al decimo e centesimo di grammo al modo di colpire la pallina da parte del giocatore, ma risulta anche essere la più economica. Nondimeno ci sono giocatori che prediligono basi piene perché occorre solo inserire l'omino e quindi sono, per così dire, più comode. Per questo ProfiBase offre basi a due pezzi, i cui due pezzi sono già montati e scelti da me in relazione all'altezza della base, così si è sicuri di avere una base in cui il peso complessivo si trovi nei margini indicati sopra, gli unici che garantiscono un risultato eccellente che va sicuramente bene per il giocatore medio.